Otto ore in ufficio, il tragitto in auto lungo viale Regione Siciliana, la sera sul divano: molte giornate a Palermo si passano quasi sempre seduti. Non stupisce che, quando ci si alza dalla sedia, l'anca sembri arrugginita e i primi passi siano rigidi.
Cosa succede all'anca quando stai seduto
Da seduto l'anca resta piegata per ore. I muscoli flessori, cioè quelli che sollevano la coscia e si trovano nella parte anteriore dell'anca (il più noto è l'ileopsoas), lavorano in posizione accorciata. Con il tempo tendono a diventare meno elastici.
Nel frattempo i glutei, che dovrebbero stabilizzare il bacino quando cammini, restano poco attivi. Il risultato è un'anca che si muove meno e che, al momento di raddrizzarsi, "tira" sul davanti o si sente rigida in profondità, a volte con un fastidio che si irradia all'inguine o alla zona lombare.
I segnali tipici della rigidità da sedentarietà
- i primi passi dopo essersi alzati sono impacciati, poi va meglio;
- alzarsi dalla sedia richiede di spingersi con le braccia;
- la schiena si inarca quando stai in piedi a lungo;
- il passo si accorcia e la gamba non va indietro con naturalezza;
- sedersi a gambe incrociate o allacciarsi le scarpe diventa più difficile.
Sono segnali che molte persone attribuiscono all'età, ma spesso dipendono soprattutto da quanto ci si muove nell'arco della giornata. Non conta solo l'allenamento in palestra due volte a settimana: conta quante volte, nelle ore in cui sei sveglio, l'anca ha la possibilità di raddrizzarsi e muoversi davvero. Chi fa un'ora di sport la sera ma resta seduto per tutto il resto del giorno può avere le stesse rigidità di chi non si allena affatto.
Quattro abitudini che possono aiutare
Gesti semplici, da fare con calma. Non devono provocare dolore: se un movimento fa male, fermati.
- Alzati ogni 30-40 minuti: bastano un paio di minuti in piedi, qualche passo, un bicchiere d'acqua. Se puoi, fai le telefonate camminando.
- Allungamento dei flessori: in piedi, fai un passo indietro con una gamba, tieni il busto dritto e spingi leggermente il bacino in avanti finché senti allungare la parte davanti dell'anca. 20-30 secondi per lato, senza inarcare la schiena.
- Alzarsi dalla sedia senza mani: piedi ben appoggiati, busto leggermente in avanti, alzati spingendo con le gambe e risiediti piano. 8-10 volte, è anche un buon esercizio per i glutei.
- Camminare ogni giorno: una passeggiata al Foro Italico o alla Favorita, anche di 20-30 minuti, aiuta l'anca a ritrovare il suo movimento.
Quando prenotare una valutazione massoterapica
Una certa rigidità dopo tante ore seduti è comune e migliora muovendosi. Tensioni e dolori che restano, invece, meritano una prima valutazione, soprattutto quando:
- la rigidità dura molto anche dopo esserti mosso;
- il fastidio all'anca o all'inguine ti fa zoppicare;
- alcune attività, come salire in auto o infilarti le calze, diventano difficili.
Dopo una caduta, se non riesci a caricare il peso, con febbre o perdita di forza alla gamba, senti subito il medico.
Come lavoro sull'anca in studio
Nel mio studio a Palermo inizio con la prima consulenza e valutazione massoterapica (70 €): parliamo della tua giornata tipo, osservo come cammini, come ti alzi dalla sedia e come si muovono anca, bacino e schiena, con il supporto della posturologia.
Da lì decidiamo insieme i trattamenti: massoterapia sui muscoli di anca, coscia e zona lombare ed esercizi consigliati di chinesiologia pensati per chi lavora seduto. Con prescrizione medica puoi fare qui anche la tecar, tra le terapie fisiche strumentali. L'obiettivo è il sollievo e un'anca che si muova con più libertà. Se lavori al computer, leggi anche l'articolo sul mal di schiena lombare. Altre informazioni nella pagina sul dolore all'anca.
Questo articolo ha scopo informativo e non sostituisce il parere del medico. Per il tuo caso parti dalla prima consulenza e valutazione massoterapica.



